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    Cronaca
    2 Novembre 2011
    Nuova veste per il cimitero di Tarquinia

    TARQUINIA – Il cimitero ‘‘San Lorenzo’’ di Tarquinia torna a nuova vita. Con la conclusione dei lavori di recupero del settore A si è infatti completato il programma pluriennale di interventi promosso dall’amministrazione comunale per riqualificare il camposanto della città. Coordinate dall’assessore ai Servizi Sociali e alle Problematiche Cimiteriali, Enrico Leoni, le opere hanno riguardato la ripavimentazione dei viali pedonali, la ristrutturazione del muro perimetrale, il rifacimento degli impianti d’illuminazione e la messa a dimora di circa trenta piante di cipresso. «Il Comune ha effettuato importanti investimenti per ridare dignità alla struttura, lasciata per troppo tempo nel degrado. – afferma l’assessore Leoni – In quattro anni, oltre all’ampliamento del cimitero, sono stati riqualificati tutti i lotti e i due ingressi, sono state valorizzate le aree verdi, con il posizionamento di aiuole e l’installazione di nuovi arredi e, soprattutto, è stata risanata la piccola chiesa che il vescovo Carlo Chenis ha intitolato “Santa Maria del Suffragio”». In collaborazione con l’assessorato alla Cultura, è stato anche effettuato il restauro del sepolcro di Luigi Dasti, primo sindaco di Corneto dopo l’unificazione dell’Italia. Il restauro segue quello della tomba del poeta Vincenzo Cardarelli, ricollocata nell’entrata orientale del camposanto. «È stata data risposta agli appelli dei cittadini che chiedevano più tutela e maggior decoro. – conclude l’assessore ai Servizi Sociali e alle Problematiche Cimiteriali – L’amministrazione continuerà a garantire anche in futuro interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, per un luogo caro alla comunità». La conclusione dei lavori al camposanto segue di pochi giorni il completamento del restauro e consolidamento della cinta muraria in località Poggio Ranocchio. L’intervento, promosso dall’assessorato ai Lavori pubblici del Comune di Tarquinia, ha interessato uno dei tratti più suggestivi e allo stesso tempo maggiormente danneggiati delle mura. L’opera rientrava nel programma di lavori varato dall’amministrazione per riqualificare la cinta muraria della città.