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24 Marzo 2025
Gaza, il ministro israeliano: “Con liberazione ostaggi guerra finirebbe domani”

(Adnkronos) – Da una settimana “Israele è impegnata contro lo Stato terrorista di Hamas a Gaza. Israele aveva accettato le proposte dell’inviato speciale americano Steve Witkoff per prolungare la tregua temporanea. Ma Hamas le ha respinte due volte. Tiene ancora in ostaggio 59 dei nostri cittadini in condizioni crudeli. Non ci ha lasciato altra scelta”. Così il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, in merito alla ripresa dei raid israeliani nella Striscia di Gaza, parlando in conferenza stampa di fianco all’Alta rappresentate per gli affari esteri dell’Ue, Kaja Kallas, in occasione della sua visita a Gerusalemme.

“La guerra potrebbe finire domani, con la liberazione degli ostaggi. La smilitarizzazione di Gaza e il ritiro delle forze armate di Hamas e della Jihad islamica da lì sono condizioni essenziali”, ha continuato Sa’ar, sottolineando che per Israele la guerra “non è un’ideologia” e che gli israeliani sarebbero “felici di raggiungere i nostri obiettivi per via diplomatica. Ma se non è possibile, non abbiamo altra scelta che proseguire con lo sforzo militare. Non raggiungere i nostri obiettivi avrebbe conseguenze terribili per Israele, per la nostra sicurezza e per l’intera regione”.

A fronte delle critiche della comunità internazionale, Ue inclusa, riguardo agli attacchi e al blocco israeliano dei canali di passaggio degli aiuti umanitari, Sa’ar ha evidenziato che Israele sta agendo secondo il diritto internazionale. “L’articolo 70 del Primo Protocollo Aggiuntivo alla Convenzione di Ginevra impone di fornire aiuti quando la popolazione civile non è adeguatamente rifornita. Durante i 42 giorni di tregua, Israele ha permesso l’ingresso a Gaza di 25.008 camion. Ma secondo l’articolo 23 della Quarta Convenzione di Ginevra, una parte non è obbligata a consentire aiuti se questi possono rafforzare lo sforzo militare o economico del nemico. Hamas ha usato quei beni per finanziare le sue attività, ricostruire le capacità militari e reclutare nuovi giovani terroristi”. Nessun Paese è “obbligato a facilitare una guerra contro se stesso”, ha continuato, sottolineando che Israele “non deve essere giudicato con un metro diverso, più severo”.

“Stamattina abbiamo assistito a un barbaro attentato terroristico vicino a Yokneam, costato la vita a un uomo di 75 anni. È il risultato della continua incitazione da parte dell’Autorità nazionale palestinese. In una regione pericolosa come la nostra, la stabilità e la deradicalizzazione non si ottengono con la debolezza. Solo dopo la sconfitta dell’Isis sul campo di battaglia ha smesso di attrarre giovani europei nelle sue fila”, ha detto ancora il ministro degli Esteri israeliano.

“Non è vero che le ideologie radicali non si possano sconfiggere. Se il terrorismo e l’estremismo verranno sradicati in Medio Oriente, l’Europa sarà più sicura. In caso contrario, avverrà il contrario”, ha poi avvertito Sa’ar, che ha evidenziato come Israele sia “una risorsa strategica per l’Europa. Oggi combattiamo la guerra del mondo libero. Iran, Houthi, Hamas e Hezbollah ci attaccano perché siamo vicini. Ma non facciamoci illusioni: la guerra è contro la civiltà occidentale, contro i suoi valori e il suo stile di vita”. Ed è dunque “naturale aspettarci più sostegno dall’Europa”, ha detto.

L’Egitto ha presentato una nuova proposta per i negoziati sul cessate il fuoco a Gaza, in base alla quale Hamas dovrebbe fornire informazioni dettagliate, fra cui filmati, sugli ostaggi sia vivi che deceduti e Israele cesserebbe immediatamente le ostilità. Lo ha riferito una fonte a conoscenza dei dettagli all’agenzia di stampa qatariota Al-Araby Al-Jadeed.

Secondo il rapporto, l’Egitto ha proposto inoltre che, una volta entrato in vigore il cessate il fuoco, si svolgano negoziati più dettagliati per raggiungere accordi su una tempistica per il rilascio degli ostaggi rimasti a Gaza, in cambio del graduale ritiro delle forze dell’Idf.

Sedici persone sarebbero state uccise nella notte durante nuovi attacchi aerei israeliani nella Striscia di Gaza. A riferirlo sono fonti mediche di Gaza e organi di informazione palestinesi, tra cui al Jazeera. In precedenza, due persone erano state uccise in un attacco aereo sul campo profughi di Nuseirat, nella parte centrale della Striscia.

Ieri, nell’attacco aereo israeliano sull’ospedale Nasser, la principale struttura medica di Khan Younis, è intanto rimasto ucciso un importante leader di Hamas e un suo collaboratore. A dirlo alla Bbc è stato un esponente del movimento islamista, precisando che si tratta di Ismail Barhoum, responsabile degli affari finanziari del gruppo. Stava ricevendo cure in ospedale dopo essere stato ferito in un attacco aereo quattro giorni fa, ha aggiunto il funzionario.

L’esercito israeliano ha affermato di aver colpito un membro chiave di Hamas che operava all’interno del complesso ospedaliero in seguito a “un’ampia attività di raccolta di informazioni” e ha affermato che sono state utilizzate “munizioni di precisione” per attenuare i danni.

Il ministero della Salute guidato da Hamas ha affermato che “molte altre persone”, tra cui alcune del personale medico, sono rimaste ferite nell’attacco. Il reparto dell’ospedale colpito è stato evacuato dopo che una gran parte è andata distrutta, ha affermato il ministero.

Il ministero ha poi dichiarato che 730 persone, di cui 57 nelle ultime 24 ore, sono state uccise da quando Israele ha ripreso i bombardamenti sul territorio palestinese il 18 marzo. Il bilancio totale delle vittime a Gaza dall’inizio della guerra, il 7 ottobre 2023, è di 50.082 morti.

Intanto, quattro persone sarebbero state uccise e due ferite in attacchi aerei statunitensi nelle città di Sana’a e Saada nello Yemen. Secondo il quotidiano qatariota Al-Araby al-Jadeed, uno degli attacchi ha preso di mira un sito di rifornimento militare a ovest della capitale yemenita di Sana’a.

Nel raid un alto funzionario degli Houthi sarebbe stato eliminato, riporta la rete saudita Al Hadath, senza specificare né il nome né la carica del funzionario.

Una persona è stata intanto uccisa e diverse altre sono rimaste ferite nel presunto attacco terroristico avvenuto nei pressi della città di Yokneam, nel nord di Israele. La polizia israeliana ha affermato che il terrorista ha tentato di investire dei civili a una fermata dell’autobus, è uscito dal suo veicolo con un fucile e ha aperto il fuoco. È stato poi ucciso da un agente di polizia.

Un uomo di 75 anni, rimasto in condizioni critiche dopo essere stato colpito, è morto per le ferite, Magen David Adom. Una seconda vittima è un uomo di 20 anni, accoltellato e in condizioni critiche, ha aggiunto il servizio di soccorso. Anche diversi civili che si trovavano alla fermata dell’autobus sono rimasti feriti dopo essere stati investiti. I paramedici stanno fornendo assistenza sul luogo dell’attacco e trasferendo le vittime al Rambam Health Care Campus di Haifa per ulteriori cure mediche.

L’aggressore che ha compiuto l’attacco è un cittadino israeliano di 25 anni residente nella città settentrionale di Wadi Ara. Lo hanno reso noto funzionari della polizia.