
Niente da fare. Nemmeno stavolta la Lazio riesce a sbloccarsi. Nonostante le due settimane di sosta che servivano come l’ossigeno per recuperare energie e soprattutto resettare un minimo le idee dopo tanta fatica ed i cinque schiaffoni di Bologna, i biancocelesti lasciano all’Olimpico altri due punti sanguinosi contro la classica squadra arcigna e insidiosa: 1-1 proprio come contro l’Udinese, terzo pari interno consecutivo, stavolta ad uscire indenne dalla Capitale diventa una delle realtà più solide del campionato come il Toro di Vanoli. E pensare che la Lazio, seppur sempre senza gente come Castellanos e Tavares, era pur riuscita a sbloccarla ad inizio ripresa con Marusic. E seppur corta, sembrava in gestione; qualche cambio difensivo ma proprio nel momento in cui Baroni tira i remi in barca il Toro affonda e punisce con Geinetis. La Lazio non ne ha più e nervosa, tra mille ammonizioni e assalti affannati, sbatte contro Milinkovic. Lazio agganciata dalla Roma: adesso è sesta a pari merito, fantascienza mesi fa. Digerirla, questa, sarà ancor più faticoso. Anche perché domenica prossima c’è Bergamo. Nell’altro posticipo sonnifero e un punto a testa: reti inviolate, buon punto a testa per Verona e Parma. L’Empoli resta terzultimo, rischia tanto pure il Lecce. Domani semifinali di Coppa Italia: riflettori sul derby a San Siro, primo atto tra Milan e Inter.