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    Ambiente, Cronaca
    2 Aprile 2025
    Civitavecchia – Nuova vita per l’ex centrale a carbone, il piano per la riconversione entra nel vivo

    Fino al 28 aprile si potranno presentare le manifestazioni di interesse per la reindustrializzazione del sito. Il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo: “La città ha guadagnato una leadership turistica di livello continentale, l’area è di cruciale interesse per lo sviluppo del Lazio e del Paese”

    CIVITAVECCHIA – C’è tempo fino al 28 aprile per presentare le manifestazioni di interesse relative alla riconversione e reindustrializzazione dell’ex centrale a carbone di Torrevaldaliga Nord. Gli imprenditori che intendono partecipare a questa iniziativa, dunque, hanno ancora 26 giorni per farlo.

     

    Il processo segue un modello simile a quello già avviato per l’area dell’ex centrale a carbone del porto di Brindisi. L’obiettivo, stabilito dal ministero delle Imprese e del Made in Italy, è quello di sviluppare un piano complessivo per l’intera area di Civitavecchia, puntando su investimenti strategici che garantiscano sia la riconversione dell’impianto (la cui chiusura è prevista per il 31 dicembre) che la creazione di opportunità economiche e sociali a lungo termine. Il piano sarà formalizzato attraverso un accordo di programma, considerando anche l’importante impatto occupazionale, con circa 800 posti di lavoro diretti e indiretti coinvolti.

     

    A intervenire sulla questione, intervistato dal Sole 24 ore, è il presidente di Unindustria Giuseppe Biazzo.

     

    “Civitavecchia è di cruciale interesse per lo sviluppo del Lazio e del Paese – ha spiegato quest’ultimo -. Ne siamo convinti da tempo e non è un caso che la nostra sede in città abbia da poco compiuto 10 anni. Quello di Civitavecchia rimane il principale hub energetico del Lazio, con la presenza di tre centrali elettriche. Negli anni il porto ha guadagnato una leadership turistica di livello continentale: con oltre 3 milioni di crocieristi contende il primato europeo a Barcellona. È uno degli scali cosiddetti core della rete strategica transeuropea dei trasporti (la TEN T) che ha attratto finanziamenti pubblici importantissimi negli ultimi cinque anni, a cominciare dai 180 milioni del Pnrr, tra le cui misure spiccano il cold ironing (elettrificazione di 9 banchine), il completamento dell’ultimo miglio ferroviario che garantisce un innesto diretto nello scalo e la partecipazione alla manifestazione di interesse del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica per l’infrastrutturazione a servizio del settore eolico offshore”.

     

    Tra i punti di forza logistici anche la vicinanza all’Aeroporto di Fiumicino tramite l’autostrada Roma-Civitavecchia e l’adeguamento della superstrada Orte-Civitavecchia che garantisce, tra gli altri, anche l’aggancio diretto all’autostrada del Sole.

     

    “A Civitavecchia – ha concluso il presidente di Unindustria – è istituita l’Hydrogen Valley per lo sviluppo di una filiera sperimentale dell’idrogeno nell’area, con la collaborazione di aziende private ed enti pubblici. Sarà fondamentale che quest’area venga rapidamente inclusa tra quelle del Consorzio Industriale del Lazio, il più grande consorzio industriale d’Italia per estensione che, appena uscito dal commissariamento, siamo sicuri possa dare uno slancio nuovo a tutte le aree industriali della regione se saprà davvero mettere al centro della sua programmazione gli interessi delle imprese e degli investitori”.