
Tutto rimandato in Coppa Italia. Se l’altra semifinale, quella francamente meno mediatica, ha sancito quel Bologna in paradiso con un piede e mezzo in finale a Roma, esito decisamente differente al termine del primo atto del quarto Derby della Madonnina stagionale, quello tra Milan e Inter. Una gara a due volti: nel primo tempo meglio i rossoneri (più compatti e affamati, messi stavolta bene in campo da Conceicao) che capitalizzano soltanto ad inizio ripresa ancora sorprendentemente con Tammy Abraham, poi reazione d’una capolista che nonostante mille assenze (alcune sempre pesantissime come Lautaro e Dumfries) trova il pari con chi continua a far male al sentimento milanista come l’ex rovente, Hakan Calhanoglu. Nel finale possono far male entrambe, in chiusura di un derby bello, aperto potenzialmente a numerose occasioni, ma si chiude 1-1. Alla fine il rammarico è paradossalmente più rossonero: meno assenze, doverosamente più stimoli (unico obiettivo stagionale rimasto), andata all’interno del San Siro rossonero. Quarto derby dell’annata da imbattuti, ma si poteva/doveva osare di più. L’Inter porta a casa un punto che lascia tutto aperto e permette d’archiviare ogni discorso sul terzo obiettivo a fine mese: prima lotta Scudetto ma soprattutto Bayern e Bayern. Inzaghi, con tante seconde linee, porta d’esperienza a casa il risultato migliore. Ritorni dopo Pasqua: 23 e 24 aprile.